OMELIA DEL MERCOLEDÌ SANTO

Nella mia vita sacerdotale ho celebrato quasi 30.000 sante Messe, ma è la prima cosí, con la Cattedrale vuota e 36.000 persone che partecipano dalla loro casa con i mezzi moderni di comunicazione. Nel momento difficile ognuno cerca soluzioni nuove. Cosí la mia parola cammina, meglio dire la SUA parola, non la mia.


Un saluto alla confraternità di Gesú Nazareno qui presente, un saluto a tutti quelli che ci accompagnano da casa con il canale 36 TV Huacho, con la radio Massima, con la radio Paradiso e so anche attraverso l’internet con facebook che si apre al mondo intero. Penso che una delle mie sorelle che è appena uscita del corononavirus, sia ancora sveglia per guardare la Messa, è un dono di Dio che non vuole che si fermi la sua Parola e arrivi a tutti voi.
Oggi è una Messa diciamo speciale, perchè nella liturgia del mondo, non c’è questo Gesù Nazareno che porta la croce. Il Triduo Pasquale inizia domani? No! Qui è oggi! Gesù Nazareno, che cosa significa? É Lui, l’unico, non c’è nessuno come Lui che unisce cielo e terra, terra e cielo, è Lui che a Natale ci ha dato tanta gioia, chi ha dimenticato i canti natalizi? La Vergine Maria in una grotta, in una stalla, che meraviglia!
Gesù cresce e dá qualche problema alla mamma, quando si perde nel tempio. Peró dopo torna a a casa e cresce nella famiglia di Nazaret. Come oggi, io resto a casa, resto con la mia famiglia, godo la mia famiglia.
Ai 30 anni lascia il suo mestiere come falegname, il suo Padre del cielo gli ha dato un lavoro molto speciale, diffondere il regno di Dio sulla terra, sappiamo che fece nei tre anni, cercò gli apostoli, incontrò i bambini, i peccatori e anche incontró una guerra, una brutta guerra contro i farisei, i capi sacerdotali che lo respinsero, ed è così che arriviamo a questa settimana di osanna e di crocifissione.

Questo è il tema di oggi: Gesú non si piegó, la veritá soltanto la veritá e la vita, lo picchiarono, lo insultarono, ma un uomo chiamato Pilato, solo lui tra le autoritá, riconosce il valore di quell’uomo, l’uomo della verità che non si piegó; dopo averlo fatto flagellare, lo vede arrivare sanguinante e dice: Questo è l’Uomo, in latino “Ecce homo”, il nostro modello vero è Lui, non altri, non perde la sua dignitá, lo insultarono, lo derisero e gli misero una corona di spine, è Lui. Non so perché scelse questo camino della croce; Pietro non capí, una volta richiamó l’attenzione a Gesù. Pietro calma, è il cammino di Dio. “Io starò sempre con te” e poi lo rinnegó, ma dopo ritornó a Lui fino ad oggi Pietro continua. Gesú porta la croce, questo è il momento di oggi. Guardate la sacra immagine che c’è all’altare, Gesú ha una croce sulle spalle, una corona di spine sulla testa, è triste. Allora non aveva un vestito cosí elegante, lo sappiamo, ma se lo merita… Cammina, cammina, cade e si alza, cade e si alza, cade e si alza.
C’erano tante persone lungo il cammino verso il Calvario, ma qui voglio fermarmi un attimo, c’è un uomo e c’è una donna. Un uomo che si chiama Simone di Cirene, ma adesso dov’è? Non vedo la sua statua, ricordo che sempre esce in processione con Lui… Ah, mi hanno detto che è in quarantena, è tra gli ammalati, sta lottando contro il virus restando in casa.
Lo hanno costretto, era un uomo di campagna. Perche lo chiedete a me? Dopo peró aiutó il povero Gesú senza forza, e gli diede la sua forza; questo è il dono che il Cirene ha dato a Gesù, non si vergognó mai di questo; resta il suo nome e dei sui figli Alessandro e Rufo nel Vangelo. Tornato a casa gli avranno chiesto: “Che è successo? Perchè hai le mani macchiate di sangue? Perchè torni tardi dal campo?”
Tu uomo che puoi uscire oggi da casa secondo la quarantena, da’ la tua forza, oggi abbiamo bisogno di te, oggi anch’io, con la mia forza, la mia capacità, per chi soffre, per la mia famiglia, per i miei conoscenti e gli sconosciuti, come il buon samaritano, mettiamo la nostra forza al servizio dell’amore.
Passiamo alla donna, alla Veronica. Guardate, guardate qui! Cosa è questo? Sembra un tovagliolo bianco, vero? Che faccio con questo? É della Veronica, una tela bianca, con quadratino come questo… asciugò un volto; l’amore, la creatività, il cuore della donna, in mezzo ai soldati, a gente cattiva che insulta, lei entra, non parla, parla con il suo fazzoletto e sappiamo che in quel fazzoletto restò impresso il volto di Cristo.

Donna, metti la tua bellezza, la tua capacità, la tua creatività, il tuo sorriso, i tuoi baci al servizio dell’amore vero; questo oggi ci chiede la Veronica, questo oggi ci chiede Gesù.
Non possono mancare le altre donne che erano con i loro figli. Al vedere Gesù piangono per Lui. Guardate la gente che ha un cuore che sa condividire, sa piangere, Gesù accetta queste lacrime ma nello stesso tempo dice: “Mamma prende cura dei tuoi figli, arriveranno tempi difficili...” Queste parole di Gesú valgono anche oggi: “Mamma a casa tua abbi cura di tuoi figli, siano piccoli, siano grandi, amali! Proteggili! Sono tempi difficili, non solo per il coronavirus”.
Sono sufficienti questi tre? Manca la quarta, sarà in un altro momento, la Vergine, la Madonna. Mamma a Betlemme, mamma ai piedi della Croce, cammino di mamma. Uno giá pensa che faremo dopo il virus. Dopo che facciamo? Se il mio nonno se ne va, se mio fratello muore con coronovirus, che faccio? Mi dispero? No! Qui è l’immenso insegnamento della croce, quando la Vergine sentì suo figlio dire per primo a lei: “Donna, non scoraggiarti, c’e ancora qualcosa da fare, sei senza famiglia, non c’è piú nessuno… ecco qui c’é il tuo nuovo figlio” E dice all’altro: “Ecco tua madre” La Vergine Madre di tutti noi. Oltre il dolore c’è una vita, qualcosa da fare, se uno resta vedovo o resta orfano, ugualmente, coraggio! Con Lui andiamo avanti, con Lui ritroviamo la forza.
C’è un dettaglio nel Vangelo, quando Lazzaro si ammalò, le sue sorelle inviarono un messaggio, ma Gesù lo ricevette quasi senza farci caso, il mio amico mio dorme! Gli apostoli suggeriscono di non andare, è pericoloso. Poi Gesu decide di andare e proprio Tommaso dice: “Andiamo anche noi, moriremo con Lui”.
Questi sono i giorni: il giovedì con l’Ultima cena, il venerdì con la Croce, il sabato con il sienzio, moriremo con Lui, ma così la domenica con Lui risorgeremo, vinceremo il virus. Tutti diciamo in italiano “Ce la faremo! Ce la faremo”. Uniti, adempiendo a tutti i consigli che ci danno in questi giorni difficili, risusciteremo con Lui. Gesù è qui, camminiamo con Lui, tutti uniti con la forza del Cireneo, con la dolcezza e il fazzoletto della Veronica, con le lacrime delle mamme.
Buona Pasqua a tutti.

Don Antonio Colombo

Huacho, 8 aprile 2020