IL SOGNO DI SNEYDER

Giá ho parlato di questo ragazzo, autentica promessa del calcio, nell’articolo precedente. Ora tutto sta nel programma televisivo di Movistar “Sueños de barrio” e in Facebook Antonio Colombo, in data 24 giugno, con 26 minuti di intervista. Subito spicca la naturaleza e scioltezza del ragazzo nel sostenere il dialogo con il conduttore Jean Ferrari.
Tutto si snoda con le immagini che scorrono e il parlato che le accompagna.
Jean Ferrari, ex futbolista
Se si vuol parlare di calcio in Perú si deve partire dai quartieri periferici dove vivono, crescono e giocano i ragazzi. É lí che si trovano le persone che formano il primo gruppo di critici e di tifosi: i familiari, gli amici e i vicini.
Questa é la storia di Sneyder, un ragazzo di Huacho che sogna di giocare nel calcio professionale, proprio partendo dal suo quartiere. Oggi, sabato 17 marzo, vado a Huacho, con una macchina della Kia e la troupe televisiva, alla ricerca di questo ragazzo di 13 anni che mi hanno segnalato essere un difensore centrale con un piede sinistro micidiale, con tanti sogni nel cassetto. Da Lima a Huacho ce ne sono di chilometri ma sono curioso di vedere questo ragazzo. Mi auguro proprio che sia all’altezza per poterlo portare in cittá a una prova impegnativa con un club importante. Superiamo Huacho e raggiungiamo Rontoy un paesino in mezzo alla coltivazione della canna da zucchero.
Qui mi aspetta Moisés Racchumick, uno scopritore di talenti calcistici. Giá ho avuto un’esperienza con lui con la storia di Kenyi, un ragazzo di 15 anni della Beneficenza,.che ora si sta affermando come un vero centravanti ricercato da club importanti.
“Racchu, parlami di Sneyder”. “É un talento, vive qui in zona rurale - lo appoggiamo con il Club padre Antonio Colombo - andiamo a casa sua”.


Si apre la porta e appare Sneyder sorridente, é un ragazzo semplice, spigliato, sereno. Tutta la famiglia é riunita nella casa a partire dal nonno che ha immesso nel nipote la passione per il calcio, forte di un passato calcistico come rivelano i vari quadretti appesi al muro e un’amicizia forte con il campione Hector Chumpitaz. La mamma ci tiene a dire che Sneyder é nato prematuro a solo 7 mesi e mezzo, giá scalciava per poter uscire. All’etá di due anni il papá gli regaló un pallone e subito il bambino si mise a calciare con il piede sinistro. Il papá non era d’accordo e gli fasciava il piede sinistro per costringerlo a giocare con il destro. Ma il bambino non voleva e continuava a trascinare il pallone sempre con il sinistro. Ha vinto lui, il sinistro era il suo piede per giocare. Sinistro, sinistro e sempre di sinistro.
Parlando direttamente con Sneyder: “Parlami di te, che caratteristiche hai, chi sono stati i tuoi modelli?” “Ho 13 anni, sono alto 1,69 e mi ispiro a Sergio Busquets del Barcellona”. “Ti consideri un difensore centrale, hai una buona capacitá tecnica, sai anche proiettarti in avanti? Chi é il tuo modello a livello del Perú?” Con sicurezza risponde sí alle domande e indica Renato Tapia come suo ispiratore locale. “Vuol dire che sai controllare bene la palla?” Un altro sí con semplicitá. “A che squadra tieni, alla U?” “No alla Alleanza”. “ Ma io vedo sparsi qua e lá simboli della Universitá, compresa la maglia?” “Sono di mio zio Hector…”


LA PARTITELLA

“Andiamo al campo sportivo, quello che ho visto qui in mezzo al tuo villaggio, dove certamente tu giochi sempre, organizziamo una partitella e vediamo se veramente sai fare tutto quello di cui mi hanno parlato”.
A cinquanta metri dalla casa esiste un campo di calcio adesso un po’ trascurato, con erba alta, utilizzato per gli allenamenti della squadra locale. Lí tutti possono giocare, si formano squadre mischiando le varie etá, ma mettendoci sempre passione, nessuno vuole perdere. É lo stesso conduttore Jean Ferrari che sottolinea l’importanza di queste partite tra amici che hanno sempre il valore di una sfida classica come tra grandi squadre della cittá, i derby tipo Inter – Milan in Italia o il classico Universitario – Alleanza in Perú.
Qualsiasi maglietta é buona, cosí i calzettoni e i calzoncini; tra i tifosi c’é sempre uno che fa un po’ da cronista e magari si sceglie una persona importante che dia il calcio d’inizio, qui chiamato calcio d’onore.
La notizia dell’arrivo della televisione era corsa nel centro di Rontoy che ha anche un storia con un convento e un’azienda agrícola importante.
Palla al centro e si sta a guardare, spettatori non mancano e tra questi ci sono anch’io inquadrato per alcuni secondi dalla telecamera. Basta una mezzoretta di gioco per vedere come corre il ragazzo, come ferma il pallone, come cerca l’amico a cui passarla, come avanza palla al piede e come la scaglia verso la porta. Oltre la telecamera normale nelle mani di un operatore c’é anche il minuscolo e magico drone che vola in alto e registra i movimenti di Sneyder.
Jean Ferrari ferma il gioco perché vuole verificare ció di cui gli hanno tanto parlato, le sue capacitá nel tiro libero o piazzato che sarebbe la specialitá di Sneyder fin da quando aveva nove anni e giocava in un torneo per l’Accademia della Cattedrale di Huacho.


Sono 10 minuti da spendere con un ragazzo di 13 anni, un pallone da scagliare a venti metri di distanza dalla porta di calcio e un tecnico che dá ordini precisi. “Tira al lato sinistro, spara a destra, cerca l’angolo destro, piede sinistro di collo, piede sinistro di piatto, in basso, in alto, qui, lá…” E il ragazzo esegue quasi alla perfezione, sono una volta é scivolato sull’erba alta.
Commento tecnico di J.F: “In veritá io avevo solo sentito parlare di te, peró ció che ho visto oggi mi ha sorpreso, non solamente il tuo stile di gioco ma anche la tua tecnica. Ripeto, resto sorpreso. Dimmi cosa pensi, che sogni hai?”
“Il mio sogno é giocare in Europa. Voglio giocare nel calcio professionale per completare il sogno che é stato di mio nonno, lui non é riuscito”.
Vengono intervistati anche i genitori, é lí che la mamma dice:” Como mamma ho sempre una mente positiva, il mio desidero é vedere mio figlio arrivare a una grande squadra. Io credo che ce la fará con l’aiuto di Dio e di un angioletto che sta al suo fianco, questo angioletto é la mia mamma – ora in cielo – che lo ha cresciuto”.


UNA SORPRESA

Terminate le riprese, J. Ferrari si attacca al cellulare, la mamma allatta la sorellina di pochi mesi e anch’io mi fermo per vedere come va a finire la storia, conversando con l’allenatore Moisés Racchumick.
Dopo 15 minuti sono convocati in un angolo del campo, lontano da orecchi indiscreti, i genitori, il nonno e naturalmente il ragazzo, questa volta un po’ teso.
“Bene, prima di ritornare a Lima, ho fatto alcune chiamate in base a ció che ho visto circa le capacitá di Sneyder. Ho potuto parlare con un buon amico mio, un amico che ora dirige un club importante, un club tra i piú conosciuti in Perú. L’idea é di portare Sneyder a questo club perché lo possano vedere, provare, sto parlando del Club Sporting Cristal!” “Davvero?” dice Sneyder sorpreso e contento.
“Sí, questa é una prova che tutti dobbiamo affrontare, martedí dobbiamo essere davanti ai cancelli del Club, in Lima, alle ore 13, ci accoglieranno perché vogliono vedere le tue capacitá. Ció che hai dimostrato a me qui, lo dovrai dimostrare lá, va bene?” “Ho capito”.
Contenti ringraziano i genitori e il nonno. La mamma dice a Jean Ferrari: “Che Dio ti benedica”.
Il papá al figlio: “Prendi il tutto con molta responsabilitá, io sempre ti ho inculcato questo. Sii rispettuoso, con il professore, con i compagni e con tutti, ovunque tu vada” Il nonno aggiunge:” Questa é la benedizione di tuo nonno, desidero che tu dimostri le qualitá ricevute dal nonno che ha giocato a calcio, questa é la tua opportunitá, dimostra ció che sai, segui i mei esempi”.


MARTEDÍ A LIMA, IL GRANDE GIORNO

All’appuntamento non si puó mancare. Sveglia presto con le ultime raccomandazioni del nonno e della mamma mentre il professore Moisés é gia pronto per accompagnarlo perché ci vogliono almeno 4 ore per arrivare al centro di Lima.
Jean Ferrari sta aspettando. “Oggi Moisés lo porterá alla Florida, - campo di allenamento della squadre giovanili di Sporting Cristal – per la grande prova, io lo presenteró alle persone che lo valuteranno. Credo che sará un impegno durissimo per Sneyder, spero che abbia dormito perché c’é sempre tanta tensione, tanto nervosismo quando uno vuole arrivare a concretizzare i suoi sogni. Lo stesso vale nella vita di ognuno. Spero di incontrarlo tranquillo, ho qualche dubbio, andiamo a vedere ora mi trovo a Rimac molto vicino al centro Florida”.
L’incontro: “Come stai, hai dormito, sei nervoso?” ”Un poco, peró ho riposato bene”. La macchina della Kia entra, Carlos Benavides, Gerente Generale del club, accoglie con buone maniere sia Jean Ferrari, sia Moisés e soprattutto Sneyder. “Con la buona presentazione di Jean, abbiamo l’aspettativa che tu ti possa fermare qui con noi. Nel nostro club, che é professionale, mettiamo in primo piano il valore formativo. Quando individuiamo un talento sappiamo che per il 70 o 80% puó arrivare alla prima squadra. Grazie per aver confidato in noi”.
Jean Ferrari: “Adesso andiamo a incontrare l’allenatore, sai chi é?” ”Sí, Julinho, Julio Andrade Julinho, il brasiliano”. “Ho una sorpresa per te, un paio di scarpe nuove fiammanti, perché le usi per dimostrare il tuo talento. Sono per te, tocca a te valorizzarle”. Sneyder prova le scarpe ma si vede che é un po’ nervoso. J. Ferrari cerca di traquillizzarlo presentandogli sul cellulare il suo idolo Renato Tapia: “Perché ti rinfreschi la memoria e quando entri nel campo possa giocare come lui”.
Caloroso é l’incontro con Julinho che lo mette subito a suo agio, mentre fa esercizi di riscaldamento. “Lo schema é di quattro giocatori disposti all’esterno e uno al centro, piú un altro, sempre al centro, a fare da appoggio. Gli altri tuoi compagni giá conoscono la nostra política: prima occorre giocare un buon calcio, la prioritá sta nella velocitá con il pallone, fantasia, spettacolo, giocare per il pubblico che sta in tribuna, questo é Sporting Cristal”.
Sneyder entra nel campo e si inserisce subito negli schemi sotto gli occhi attenti di Julinho. “Vai, avanza, passa, passaaaa il pallone! Continua con la palla al piede, con velocitá, cambia lato, velocitá, cambia ancora la direzione”. “É un ragazzo che cammina bene, controlla bene con il sinistro, mi sta piacendo. Continuiamo a lavorare… Mi piace. Sí, il ragazzo ha talento, é in buone condizioni, manovra bene con il piede sinistro a pensare che é il suo primo allenamento”.
Jean Ferrari ascolta i commenti soddisfatto: “Ë vero, é il primo giorno, pensando da dove viene, senza una vera base”.
Julinho:” Davvero ha imparato velocemente, é intelligente, presta molta attenzione, ascolta tutto e mette in pratica le indicazioni. Cío che cerchiamo qui é la qualitá tecnica e l’intelligenza. Giá ho parlato con Victor Diaz, é molto contento e mi ha detto che il ragazzo puó stare qui con noi, almeno per 15 giorni, due settimane. Continuerá a allenarsi perché lo si possa valutare e prendere una decisione finale. Se vediamo che non ha capacitá e possibilitá di stare con noi, pazienza, non lo vogliamo ingannare. Ha due settimane per continuare a migliorarsi, é una gran passo e una grande opportunitá. Apprenderá la nostra metodología, con una grande possibilitá di continuare. Io sono contento di lui”.
Sempre piú contento é anche Jean Ferrari per gli elogi che Julinho fa al ragazzo.
Julinho conclude: “Mi auguro che possa crescere e svilupparsi di piú e che possa stare qui tranquillamente con noi e tu Jean continua a portarci buoni giocatori che facciano onore alla razza celeste di Sporting Cristal”.
Sereno é il dialogo finale con Sneyder che si é adattato bene, gustando la forma di giocare con il pallone che sempre corre raso al suolo, convinto di poter adattarsi bene.


CONCLUSIONE

“Sneyder, ho buone notizie da parte del tuo allenatore Julinho. Gli é piaciuto tanto il tuo modo di giocare e la tua personalitá. Pensa che tu puoi essere molto importante per il club. Per questo mi congratulo con te, mi congratulo per il passo che stai facendo per realizzare il tuo sogno, bravo. Cosí adesso mi immagino che chiamerai i tuoi genitori per festeggiare questa prima prova superata. Coraggio, per tutto ció che ti sta davanti”.
Dopo le due settimane di esami medici e di allenamenti intensi il Club Sporting Cristal accetta Sneyder che ora é un talento calcistico che vive e studia alla Florida.
L’altro sogno di andare in Russia come portabandiera della nazionale del Perú, purtroppo non si realizzó per incredibili lentezze burocratiche per il rinnovo della carta di identitá.
Tutto in regola invece per il passaggio del cartellino sportivo dal “Club deportivo padre Antonio Colombo” al “Club Sporting Cristal” con l’avvallo della Federazione Peruviana. Sneyder gioca nella squadra giovanile sub 13 con soddifazione sua personale e dell’allenatore Julinho.
“Se son rose, fioriranno”, dice un proverbio italiano.



Padre Antonio Colombo

Huacho 06 AGOSTO 2018